La nuova legge in materia di RC auto assicura sulla carta risarcimenti più veloci ma le sorprese sono sempre in agguato: vediamo perché.
Dal 1° febbraio 2007 è entrata in vigore la normativa sul risarcimento diretto la quale prevede, in taluni casi e ricorrendo determinate condizioni, che in caso di sinistro, nel quale l’assicurato ritenga di avere ragione al 100% o anche soltanto in parte, questi debba rivolgersi direttamente alla propria compagnia di assicurazione per ottenere il risarcimento dei danni subiti: unico onere, quello di compilare il “modulo blu” (o CID) e inviarlo alla propria compagnia, dopodichè la legge di riforma prevede tempi brevi per ottenere il risarcimento, che diventano brevissimi se il modulo blu viene sottoscritto da entrambi i conducenti.
La pubblicità dell’ANIA
Chi non ha visto in questi giorni in televisione lo spot promosso dalla Ania, che invita gli utenti a compilare il modulo blu per evitare discussioni e poter essere risarciti velocemente?
Alcuni commentatori hanno accolto con plauso le nuove norme, ritenendo di essere di fronte ad una importante innovazione, che porterà senz’altro dei benefici agli assicurati in termini sia di tempi che di costi.
Ma le cose stanno veramente così oppure la nuova legge è stata sopravvalutata nella sua portata e nei suoi effetti, tenuto conto che in questa materia vi è sempre stata una certa prudenza, o diffidenza, da parte delle compagnie di assicurazione nel risarcire i danni?
A questo proposito devo segnalare alcuni episodi, tratti dalla mia esperienza professionale, che purtroppo non fanno presagire nulla di buono, ma al contrario rafforzano il timore che il tanto reclamizzato “modulo blu” possa diventare letteralmente carta straccia, privo cioè di qualunque valore o efficacia, e gli utenti della strada, se vorranno ottenere i risarcimenti dalle proprie compagnie, dovranno cautelarsi in altro modo.
Un caso eclatante: un tamponamento non risarcito per presunta incompatibilità tra i danni
Un auto ferma ad uno stop viene tamponata violentemente da un furgoncino, che provoca seri danni al veicolo, ma non alla persona; i conducenti compilano e firmano entrambi il CID (modulo blu) senza far intervenire gli organi di polizia.
Il conducente dell’auto tamponata non ottiene alcun risarcimento perché il perito incaricato dall’assicurazione di effettuare gli accertamenti ha concluso in maniera superficiale che vi sono delle incompatibilità tra i danni sostenendo che “non è possibile che un furgoncino, che notoriamente ha la parte anteriore più debole, possa causare un danno di quella entità all’auto che al contrario ha la parte posteriore più resistente”.
L’assicurazione non paga, nonostante che il conducente del furgoncino confermi, senza alcun problema, di aver causato un grave danno alla autovettura
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